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Biologico. Uno tra i punti di forza della filiera agricola italiana

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Biologico. Uno tra i punti di forza della filiera agricola italiana

L'Italia ha un punto di forza nella agricoltura biologica, come conferma il recente rapporto del centro studi di Confagricoltura.

 

Nell’Unione Europea, per Superficie Agricola Utile investita “a biologico” (dati Eurostat aggiornati al 2017), l’Italia è preceduta solo dalla Spagna, dove peraltro il 52% della SAU biologica si riferisce a prati e pascoli (già di per sé “biologici”), che in Italia incidono solo per il 28%.

 

La crescita di aziende (+8%) e superfici investite (9%) è proseguita in Italia nel biennio 2017-2018, anche se meno accelerata rispetto il periodo precedente. Sono aumentate in modo maggiore le aziende che intervengono nella trasformazione e nel confezionamento, in una chiara tendenza alla integrazione verticale e di filiera necessaria anche allo sviluppo sui mercati.

 

Sicuramente questa offerta "bio" incontra aspettative crescenti tra i consumatori italiani e stranieri, particolarmente quando si compone di prodotti tipici del nostro paese anche trasformati da industrie rispettose della materia prima.

 

Tuttavia, come analizzato nel convegno di Agronetwork  dedicato a Ricerca e innovazione per filiere funzionali e salute, le aspettative dei consumatori hanno spesso caratteristiche emotive più che basi scientifiche e questo può portare a semplificazioni e assolutizzazioni irrealistiche.

 

Per ottimizzare qualità e quantità dell'offerta nazionale è bene evitare un contrasto tra "biologico" strettamente inteso e altre forme di agricoltura integrata e sostenibile. Questa raccomandazione è stata anche rivolta al parlamento che sta esaminando un importante disegno di legge sulla agricoltura biologica; ad esprimersi in un comunicato, Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

 

La ricerca scientifica e la introduzione di pratiche ottimali, sono molto importanti sia quando si cercano, in assoluta sicurezza, nuovi prodotti e metodi, sia quando si opta per una produzione "biologica". L'agricoltura "biologica" non è infatti mera ripetizione di gesti tramandati da bei tempi quasi mitici. Non a caso la ricerca e la collaborazione con gli enti di studio sono tra i punti centrali del disegno di legge approvato alla Camera dei deputati e in esame al Senato.

 

La rete di Agronetwork, che ormai comprende parecchie importanti competenze scientifiche, è in grado di offrire supporti alla innovazione dell'Agrindustria nelle diverse fasi: coltivazione, trasformazione, commercializzazione; anche utilizzando le possibilità di sostegno europeo.

 

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