Cibus - EXPORT, COMPETITIVITÀ E FUTURO

Agronetwork - Cibus - Export, Competitività e Pianificazione 01

Molto bene Export e Produttività, ma occorrono strategie lungimiranti.

I dati emersi nel corso di CIBUS 2022, in particolar modo quelli presentati dall’ dell’economista della Fondazione Edison Marco Fortis inducono a guardare al futuro con ottimismo ed evidenziano, ancora una volta, la capacità de reagire e la resilienza dell’ agroalimentare made in Italy.

Negli ultimi dieci anni infatti i flussi commerciali sono passati da 40 miliardi di importazioni annue contro i 30 di esportazioni, a 48 miliardi di import a fronte degli oltre 52 miliardi di export. Sono oltre 100 i prodotti del comparto alimentare-vini in cui l’italia si trova al vertice mondiale per saldo commerciale con l’estero. Ben 25 prodotti al primo posto, 25 al secondo, 15 al terzo, 18 al quarto e altrettanti al quinto, per un surpluss commerciale complessivo di 25,8 miliardi di euro.

Particolarmente performanti 7 settori: Vini e uve (6,7 mld), paste e riso (3,4), ortaggi frutta e loro preparazioni (3), prodotti da forno (2), formaggi e latticini (1,8), preparazioni di carni (1,7), Cioccolata e preparazioni con cacao (1,4).

Inoltre l’Italia si posiziona al quinto posto al mondo tra i Paesi con il miglior surpluss con l’estero (esclusi i combustibili) con un rafforzamento della competitività e dal 2014 ad oggi ha assistito ad una crescita impressionante per quanto riguarda la produttività del lavoro nell’industria manifatturiera.

Tuttavia si può ancora fare molto per aumentare la competitività dei prodotti agroalimentari italiani.

“Oggi paghiamo la mancanza di una visione strategica di settore e di una pianificazione energetica: dobbiamo prestare attenzione a non fare altrettanto in agricoltura – ha avvertito Marco Fortis, direttore e vicepresidente della Fondazione Edison. Ho dimostrato quanto è solida l’impresa agro alimentare italiana, sia che promuova le nicchie sia che produca beni alimentari standardizzati di alta qualità. E’ l’approccio sistemico che manca, che ci fa correre con i pesi alle gambe”.

Gli fa eco Maria Chiara Zaganelli, direttore generale di Ismea: “Ci sono molte più risorse oggi a disposizione, anche con il PNRR, ma bisogna agire con politiche lungimiranti. Il settore primario oggi deve puntare su filiere più efficienti e sostenibili, con particolare attenzione a logistica, rinnovabili e tecnologie innovative”.