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L’INDUSTRIA ALIMENTARE ITALIANA OLTRE IL Covid-19

Nomisma - industria alimentare italiana oltre il Covid-19 Agronetwork

L’industria alimentare italiana oltre il Covid-19

 Rapporto di Nomisma. Potenzialità, criticità, sostegni

Un piano pluriennale di interventi a sostegno dell'agroindustria italiana deve essere la risposta fondamentale ai problemi e potenzialità del settore. Questa la valutazione condivisa dai partecipanti alla presentazione del rapporto L’industria alimentare italiana oltre il Covid-19. Competitività, impatti socio-economici, prospettive, redatto da Nomisma per Centromarca – Associazione Italiana dell’Industria di Marca e IBC – Associazione Industrie Beni di Consumo e presentato il 5 ottobre 2020.

Non è dunque questione di mero desiderio di aiuti da parte delle imprese. Tutti i partecipanti al convegno sono stati uniti nel trarre le conseguenze chiave dalle analisi economiche scientifiche che socio fondatore di Agronetwork ha dedicato all’industria alimentare e delle bevande, terzo comparto  del settore manifatturiero nazionale per valore aggiunto prodotto.

Questo comparto ha mostrato resilienza alla contrazione causata dalle misure di contrasto al Covid19, nonostante il calo delle vendite nella somministrazione al pubblico (mercato "Ho.Re.Ca.") del quale si era già occupata Agronetwork.

La conferma delle capacità di traino economico della filiera agroindustriale non basta ad evitare che ogni dieci aziende sei siano pessimiste sui risultati conclusivi del 2020.

Occorrono azioni di sostegno coordinate in un disegno pluriennale per reagire alle nuove sfide valorizzando le potenzialità già dimostrate.

Relatori sono stati: Paolo De Castro del Comitato Scientifico di Nomisma, Denis Pantini, Responsabile del settore Agroalimentare della Società di ricerca e curatore del Rapporto, Francesco Mutti, Presidente di Centromarca e Amministratore Delegato di Mutti S.p.a. e Alessandro d’Este, Presidente di IBC, Presidente e AD di Ferrero Commerciale Italia. A conclusione della presentazione è intervenuta, in collegamento, Teresa Bellanova, Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali.

Per approfondimenti rinviamo alla trattazione nel sito di Nomisma, anticipando qui gli aspetti chiave degli interventi che sono anche disponibili nei filmati che contribuiamo a proporre.

 

 

L’anticiclicità dell’industria alimentare italiana – Denis Pantani

Agronetwork - Denis Pantini Nomisma - Reagire alla emergenza post Covid19
Denis Pantani

Denis Pantini ha individuato come particolarità del "food & beverage" aver risposto bene sia alla crisi economica di dieci anni fa sia a quella provocata dall’emergenza sanitaria in corso.

Tra il 2008 e il 2019 il valore aggiunto generato da questo settore – ovvero la capacità di creare ricchezza per il Paese – è cresciuto del 19%, mentre quello dell’intero ambito manifatturiero non è andato oltre il 7%.

Anche i dati sull’occupazione sono in controtendenza: se il comparto manifatturiero ha subito un calo del 13%, l’industria alimentare ha registrato un + 2%. Lo stesso dicasi per l’export, dove i risultati raggiunti sono stati encomiabili: il "food&beverage" è cresciuto dell’81%, contro il 30% del settore manifatturiero, tant’è che l’Italia si trova oggi al quinto posto nel mondo per l’export di cibi e bevande. In particolare, è leader mondiale per l’esportazione di alcuni prodotti specifici, come le conserve di pomodoro, la pasta e i salumi.

Tutto questo nonostante il “gap dimensionale” che caratterizza il settore. Denis Pantini, commentando i dati del Rapporto, ha spiegato che 9 imprese su 10 hanno meno di 10 addetti. Sebbene le imprese con un fatturato superiore a 350 milioni di euro siano solo lo 0,1% del totale, ad esse è riconducibile il 52% dell’export. “Questo ci fa capire che avere le spalle larghe rappresenta spesso una condizione necessaria per vincere sui mercati internazionali”, ha affermato.

 

Impatto del Coronavirus

Dal rapporto risulta che "Anche con lo scoppio della pandemia e la gestione dell’emergenza da Covid-19, l’anticiclicità del settore ha saputo sostenere l’economia nazionale. Le vendite al dettaglio dei beni alimentari hanno tenuto durante e dopo il lockdown, registrando, nei primi sette mesi del 2020, un 3,3% in più rispetto all’anno precedente, mentre la vendita dei prodotti non alimentari ha subito un calo del 17,6%. Lo stesso in ambito export: nei primi sette mesi dell’anno l’industria alimentare ha guadagnato un + 3,5%, mentre le esportazioni del comparto manifatturiero nel suo complesso hanno registrato una contrazione del 14%."

"Le diverse modalità adottate nel mondo, nei tempi e nell’applicazione del lockdown, hanno determinato performance differenti nell’export dei nostri prodotti" ha affermato Pantini portando ad esempi il -4% nell’export di vino e l'analogo calo della cioccolata e, all’opposto, il +25% della pasta italiana e il +12% dei derivati del pomodoro, e ancora il -7,8% dell’export alimentare francese contro il +2,7% di quello spagnolo. Le difficoltà infatti hanno colpito principalmente i prodotti venduti nel canale Horeca.

 

Le preoccupazioni delle imprese per il futuro

 Un’indagine condotta da Nomisma su un campione di 200 imprese alimentari italiane ha riportato che per il 62% delle aziende l’anno si chiuderà con una riduzione delle vendite rispetto al 2019. A preoccupare è soprattutto il mercato interno rispetto a quello estero.

Il recupero del canale Ho.Re.Ca. non sarà rapido, soprattutto per lo smart working, che porta a consumare meno pasti fuori casa,  e per il forte calo degli arrivi dei turisti stranieri nel nostro paese, ha confermato Pantini.

"Le preoccupazioni, inoltre, frenano gli investimenti delle imprese, anche se alcuni di questi non possono essere rimandati, perché necessari ad affrontare efficacemente i cambiamenti in atto", come è il caso del digitale occorrente per la presenza su reti sociali e per i servizi di vendita in linea.

 

De Castro Paolo - Agronetwork News
Paolo De Castro

Paolo De Castro, che ha curato la prefazione del Rapporto, ha constatato l’importanza di un sistema agroalimentare solido e ben sviluppato per continuare a rifornire i punti vendita durante la pandemia.

Il  Recovery Fund europeo offre la possibilità di investimenti per aumentare la competitività intervenendo nel digitale, nelle infrastrutture materiali, nella cura e nella manutenzione del territorio sviluppando, ad esempio, la rete degli invasi per la raccolta dell’acqua piovana.

Paolo De Castro si è unito all'auspicio che le aziende alimentari abbiano grandi dimensioni o almeno adeguata organizzazione, come le "tante eccellenze fatte di piccole aziende che, organizzandosi in cooperative, reti e consorzi di imprese, riescono a fare massa critica”.

Nel frattempo, ha aggiunto il relatore, è fondamentale prestare attenzione alle decisioni prese in Europa per Nuova Pac, Green Deal, politica commerciale internazionale, ed altri temi tra i quali va inclusa la Brexit, considerato che il Regno Unito è il quarto mercato estero per l'alimentare italiano.

 

Paolo de Castro - L'Industria alimentare oltre il Covid 19 - VIDEO

Per la foto di Paolo De Castro - Di Foto-AG Gymnasium Melle, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30999529

Francesco Mutti - Agronetwork News
Francesco Mutti

Secondo il presidente di Centromarca Francesco Mutti, gli aspetti su cui puntare dopo la pandemia sono tre: "la crescita della competitività del sistema, la riduzione della burocrazia che tende a rallentare il settore, e la dimensione aziendale."

Inoltre, "l’industria alimentare necessita di un piano pluriennale, perché solo così è possibile dare certezze di medio-lungo periodo agli imprenditori”. Il presidente di Centromarca propone tre pilastri principali: qualità della formazione, agevolazioni per l’unione delle aziende e competitività del sistema.

Alessandro d'Este - Agronetwork News
Alessandro d'Este

La qualità è il grande punto di forza e di differenziazione dell’industria alimentare italiana, nel ribadirlo Alessandro d’Este, presidente di I.B.C. Associazione Industrie Beni di Consumo, ha ricordato la connessione tra cibo italiano e bellezze artistiche e naturalistiche nel sostenere l'immagine del paese e i flussi turistici. “I consumi fuori casa hanno da sempre rappresentato un canale di comunicazione della nostra offerta agroalimentare, sia verso gli italiani sia verso gli stranieri. La forte riduzione dei flussi turistici può ripercuotersi negativamente sulla diffusione della nostra immagine di qualità all’estero. Dunque, bisogna essere capaci di ripristinarla”, ha spiegato.

Il piccolo può essere bello ha puntualizzato d’Este "se si fa qualità e differenziazione" e "se l’azienda è capace di resistere nel futuro e di rispondere alle sfide", in particolare "sviluppare il rapporto digitale con i consumatori, adattarsi ai nuovi canali, riuscire ad esportare e a sostenere la qualità, intesa non solo come qualità organolettica ma anche come rispetto dei valori di sostenibilità."

 

Alessandro d’Este - Saper rispondere alle nuove sfide – VIDEO

L’intervento di Teresa Bellanova, ministra delle politiche agricole alimentari e forestali

Teresa Bellanova - Una storia appena iniziata - Centenario Confagricoltura - Agronetwork News
Teresa Bellanova, ministro per l'Agricoltura (Ministero Agricoltura)

Teresa Bellanova, ministra delle politiche agricole alimentari e forestali è intervenuta, in collegamento, osservando che molti dei temi emersi dal Rapporto rientrano  nel lavoro del ministero, "che sta operando sul consolidamento e ripresa del mercato interno e sulla necessità di rafforzare le politiche orientate all’export soprattutto in quei mercati che possono permettersi di acquistare prodotti Made in Italy."

L'impegno del governo include aspetti critici come il contrasto all’imitazione dei prodotti alimentari italiani (c.d, Italian Sounding), il sostegno alla ristorazione, il contrasto al nutri-score obbligatorio in Europa e ai sistemi che classificano gli alimenti come “buoni” o “cattivi” senza basi scientifiche. Per la tutela dei consumatori Teresa Bellanova auspica piuttosto la trasparenza, soprattutto sull’origine delle materie prime.